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Sistemi di sicurezza - Incentivi fiscali 2010 PDF Stampa E-mail

 

Parte anche per il 2010, la possibilità per i commercianti di usufruire degli incentivi per le spese sostenute sull’acquisto di attrezzature ed impianti di sicurezza. Dal 2 febbraio infatti, è possibile inoltrare la domanda tramite la presentazione di apposito modulo approvato dal Direttore dell’Agenzia il 15 marzo 2008 e scaricabile dal sito www.agenziaentrate.gov.it.  In effetti l’agevolazione non è una novità, essa fu introdotta con la finanziaria 2008 per il triennio 2008-2010, al fine di agevolare una parte dei costi che normalmente i
commercianti sono costretti a sostenere per prevenire truffe e furti. Beneficiari dell’agevolazione sono oltre ai commercianti al dettaglio/ingrosso e gli esercizi di somministrazione, anche i rivenditori di generi di monopolio (tabacchi e valori bollati) nonché i distributori di carburanti e le farmacie. Insomma tutte
quelle tipologie di esercizio che sono a grande rischio di furti, rapine e truffe. Le spese ammesse al beneficio sono di vario tipo: sistemi di allarme, casseforti, macchinette antifalsari, porte blindate, infissi e vetri di sicurezza, armadi e banconi blindati, inferriate e quant’altro specificatamente illustrato nella circolare dell’agenzia n. 37/E/2008. L’agevolazione è concedibile fino all’80% della spesa ammissibile con un tetto massimo di 3.000 euro nel triennio 2008-2010.
Per i tabaccai il tetto è fissato a 1000 euro per ciascun anno (80% di una spesa di 1.250 euro). L’agevolazione è piuttosto minima rispetto a quello che effettivamente i commercianti spendono per la sicurezza. Basti pensare ad alcuni supermercati che in alcuni casi sono costretti, specialmente il sabato sera,
ad appostare una guardia giurata dinanzi all’ingresso per scongiurare il rischio di rapine. Per non parlare degli apparati di video sorveglianza, che oltre a rappresentare un discreto deterrente, in molti casi risulta essere un valido supporto alle forze dell’ordine per il riconoscimento dei malfattori.
 
A cura del dott. Antonio Braccio consulente tributario e del lavoro
Fonte: il Corriere del Sud del 09-02-2010

 
 
 
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